chi sono

Sono nato a Palermo nel 1984 e qui vivo tuttora. Odori, colori, suoni, tradizioni sono stati e sono un humus essenziale da cui trarre insegnamenti e ispirazione.
 L'odore che permeava la casa di campagna, in estate, quando i miei genitori facevano la salsa di pomodoro, quel basilico... O ancora, l'odore dei gelsomini che mia madre metteva nei cassetti della biancheria. 

Tutte queste suggestioni si sono depositate come sabbie di una clessidra sul fondale del mio immaginario e questo patrimonio ha trovato nella profumeria la sua finestra sul mondo.

 Lo studio, quasi ossessivo, delle materie prime sia naturali che di sintesi rappresenta tutt'oggi una pratica quotidiana di fondamentale importanza, inizia tutto da lì.    Per me la profumeria è una straordinaria forma d'espressione di concetti e sensazioni che non saprei esprimere altrimenti.

manifesto

Forse non c'è nulla al mondo che sia più opinabile della percezione di un odore. Tuttavia esiste un parametro, che ha il crisma dell'universalità, l'emozione.
Credo che un profumo sia  un vettore di emozioni, non sempre e non necessariamente piacevoli. Così come la musica o il cinema o la letteratura, ad esempio, non vertono unicamente sull' intrattenimento ma anzi esplorano recessi reconditi dell'esperienza umana, allo stesso modo penso che un profumo possa essere valido anche quando solletica quello che Freud definì come "das unheimlische", cioè "il perturbante". Perturbante è tutto ciò che ingenera in noi una sensazione di disagio associato ad una confusione alienante. In alcuni dei miei lavori questa caratteristica viene ricercata per raccontare parti di noi che spesso restano neglette.

Proprio Freud in un saggio del 1919, "Il disagio della civiltà", propone una lettura secondo la quale l'uomo nel suo processo di civilizzazione abbia dovuto abbracciare delle regole e di conseguenza anche delle inibizioni di pulsioni come la sessualità e l'aggressività che sono fortemente legate al senso dell'olfatto. Così abbiamo finito per identificare come "sgradevoli o repellenti" proprio quegli odori che nel mondo animale non civilizzato rappresentano delle vere e proprie carte di identità degli individui.

APPROCCiO TECNICO

Non poche volte mi è stato chiesto in che maniera si componga un profumo,  quali proporzioni usare, quante note di fondo, se sia preferibile utilizzare sintetici o naturali ecc.


Per quanto esistano delle linee guida di carattere tecnico, che è molto importante conoscere, il mio approccio è mutevole e basato su un'indagine introspettiva che muta in funzione del progetto.

In questo senso ho trovato che la tecnica della "libera associazione di idee" di Freud sia un'enorme fonte di ispirazione per me.

Il metodo consiste nel lasciar fluire liberamente, dall'inconscio, ricordi, sensazioni, pensieri, emozioni che, uno dopo l'altro, finiscono per creare un quadro di contenuti con una loro coerenza intrinseca

Una volta fatto questo, inizio a scandagliare la mia palette, che raccoglie ormai più di 500 essenze, boccetta dopo boccetta, finché non trovo un tema, o una materia prima protagonista attorno a cui sviluppare il progetto. Ed è solo nella fase di revisione finale che tiro le somme e cerco un equilibrio stechiometrico che i consenta di non soffocare le composizione.